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Falsi SMS e chiamate da banche e Poste: i copioni ricorrenti

Un SMS avvisa di un accesso sospetto, poi chiama un finto operatore che ti guida passo passo a "mettere al sicuro" i soldi. Come funziona lo schema e le frasi che devono farti riattaccare.

REDAZIONE CYBERFORM · 3 MIN DI LETTURA

IN BREVE

  • Lo schema combina SMS, telefonata e talvolta un finto carabiniere: ogni passaggio rende il successivo più credibile.
  • Nessuna banca ti chiederà di spostare denaro su un "conto sicuro" o di comunicare codici.
  • Riattacca e richiama la banca al numero sul retro della carta o sul sito ufficiale.

La truffa inizia quasi sempre con un SMS. Sembra arrivare dalla tua banca o da Poste, e a volte compare persino nella stessa conversazione dei messaggi veri: "Rilevato accesso anomalo al tuo conto. Se non sei stato tu, verifica qui" oppure "Abbiamo bloccato un bonifico di 1.250 euro, contatta subito il servizio clienti".

Poco dopo, o dopo aver cliccato, arriva una telefonata. È questo il cuore dello schema, che i truffatori chiamano a volte vishing, phishing vocale.

Il copione

Le varianti sono molte, ma lo schema si ripete.

1. L'allarme. L'SMS crea urgenza: un accesso sospetto, un pagamento bloccato, la carta clonata.

2. L'operatore gentile. Chiama un falso addetto della banca, preparato e rassicurante. Conosce il tuo nome, a volte la tua banca e alcune cifre del conto. Il numero che compare sul telefono può sembrare quello vero, perché i truffatori sono in grado di falsificarlo.

3. La soluzione. Ti spiega che per proteggere i soldi bisogna agire subito: dettare il codice ricevuto per SMS, approvare un'operazione sull'app, installare un'app di "assistenza" o spostare il denaro su un "conto di sicurezza".

4. Il rinforzo. In alcune versioni chiama poi un finto carabiniere o funzionario di polizia che conferma tutto e raccomanda la massima riservatezza.

Ogni passaggio rende più credibile il successivo. Alla fine sei tu a fare il bonifico, convinto di proteggerti.

Le frasi che devono farti riattaccare

  • "Mi detta il codice che ha appena ricevuto per confermare la sua identità."
  • "Deve spostare subito i soldi su un conto protetto, le do l'IBAN."
  • "Installi questa app così posso aiutarla a bloccare l'operazione."
  • "Approvi la notifica che le arriva sull'app, serve ad annullare il pagamento."
  • "Non ne parli con nessuno, nemmeno in filiale: potrebbero essere complici."

Nessuna banca, nessuna Poste e nessuna forza dell'ordine ti chiederà queste cose.

Come difendersi

Non usare i contatti del messaggio. Non cliccare sul link e non richiamare il numero indicato nell'SMS.

Riattacca e richiama tu. Usa il numero sul retro della carta, nell'app ufficiale o sul sito della banca, digitato da te. Aspetta qualche secondo prima di richiamare, o usa un altro telefono, per essere certo che la linea si sia chiusa.

Controlla dall'app. Se temi un problema reale, entra nell'app ufficiale della banca e verifica movimenti e avvisi.

Prenditi tempo. L'urgenza è lo strumento principale della truffa. Un problema vero non si aggrava perché impieghi cinque minuti a verificare.

Perché riguarda anche il lavoro

Lo stesso schema colpisce i conti aziendali e chi li gestisce: un falso operatore può chiamare l'amministrazione, il titolare di una piccola impresa o chi ha accesso all'home banking dell'ente. Le regole sono identiche, e in più valgono le procedure interne sui pagamenti.

Se sei caduto nella trappola

Chiama subito la banca dal numero ufficiale per bloccare carte, accessi e, se possibile, i bonifici. Poi presenta denuncia alla Polizia Postale. Se sono coinvolti conti o carte aziendali, avvisa immediatamente l'amministrazione e l'assistenza informatica.

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