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Finti corrieri e pacchi in giacenza

"Il tuo pacco è in giacenza, paga 1,99 euro per la riconsegna." In ufficio arrivano decine di spedizioni, e i truffatori lo sanno. Come riconoscere i falsi avvisi di consegna.

REDAZIONE CYBERFORM · 3 MIN DI LETTURA

IN BREVE

  • I corrieri veri non chiedono piccoli pagamenti via SMS o email per consegnare un pacco.
  • Controlla lo stato della spedizione dal sito o dall'app ufficiale, con il codice che già possiedi.
  • Non inserire mai dati di carte, aziendali o personali, su pagine aperte da questi messaggi.

In un ufficio arrivano ogni settimana pacchi, campioni, forniture, documenti. Chi si occupa della ricezione o degli acquisti è abituato a messaggi dei corrieri: avvisi di consegna, cambi di orario, richieste di conferma dell'indirizzo. I truffatori sfruttano proprio questa abitudine con una delle truffe più diffuse in assoluto: il falso avviso di spedizione.

Come si presenta

Il messaggio arriva per SMS, email o WhatsApp e imita un corriere noto o le Poste. I testi sono sempre simili:

  • "Il tuo pacco non è stato consegnato per indirizzo incompleto, aggiorna i dati";
  • "La spedizione è in giacenza, paga 1,99 € per la riconsegna";
  • "Sono dovuti diritti doganali per sbloccare il pacco";
  • "Ultimo avviso: il pacco verrà restituito al mittente".

Il link porta a una pagina che riproduce in modo credibile il sito del corriere. Lì si chiede di inserire indirizzo, dati personali e infine i dati di una carta per pagare la piccola somma.

Perché l'importo è così basso

Due euro non fanno paura e non spingono a pensarci due volte. Ma lo scopo non è quella cifra: è ottenere i dati completi della carta, che verranno usati per acquisti molto più consistenti o rivenduti. In alcune varianti la pagina chiede anche di confermare il pagamento con il codice ricevuto dalla banca, che in realtà autorizza un'operazione diversa.

Altre versioni puntano a far installare un'app per "seguire la spedizione", che si rivela un programma dannoso sul telefono.

I segnali da riconoscere

  • non stai aspettando nessuna spedizione da quel corriere, o il messaggio non indica un mittente preciso;
  • il link non porta al sito ufficiale del corriere, ma a un indirizzo con parole come "tracking", "consegna" o il nome del corriere seguite da un dominio insolito;
  • si chiede un pagamento per una consegna che, normalmente, è già pagata dal mittente;
  • il tono è urgente: "entro 24 ore", "ultimo avviso".

Come verificare

Se aspetti davvero un pacco, usa i canali che già conosci:

  • apri il sito o l'app ufficiale del corriere digitando l'indirizzo, e inserisci il numero di spedizione ricevuto dal fornitore;
  • controlla la conferma d'ordine o l'email del venditore, che di solito indica il corriere e il codice di tracciamento;
  • in caso di dubbio, chiedi al collega che ha effettuato l'ordine.

Eventuali diritti doganali reali vengono comunicati con modalità precise e verificabili sul sito ufficiale, non con un link generico.

In ufficio

Per chi gestisce ricezione e acquisti può essere utile una regola semplice: nessun pagamento legato a spedizioni si fa da un link ricevuto, né con carte aziendali né personali. Se un pagamento è davvero necessario, si passa dall'ufficio acquisti o dall'amministrazione.

Se hai inserito dati di una carta su una pagina sospetta, chiama subito la banca per bloccarla e segnala l'accaduto. Se la carta è aziendale, avvisa anche l'amministrazione.

In sintesi

Il falso corriere è una truffa semplice e molto efficace perché arriva in mezzo a messaggi veri. La difesa è altrettanto semplice: le spedizioni si controllano dal sito ufficiale, mai dal link di un messaggio.

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