Un'organizzazione può proteggere bene i propri sistemi ed essere colpita lo stesso, perché l'attacco arriva da un fornitore. È successo molte volte negli ultimi anni: un aggiornamento software compromesso distribuito a migliaia di clienti, un fornitore di servizi informatici violato che ha esposto i dati di tutti gli enti che serviva, le credenziali di un'azienda di assistenza usate per entrare nei sistemi dei clienti.
Gli esperti parlano di attacchi alla catena di approvvigionamento. Per chi guida un'organizzazione sono un rischio da governare attivamente, non da delegare.
Chi sono i fornitori critici
Non tutti i fornitori hanno lo stesso peso. Sono critici, dal punto di vista della sicurezza, quelli che:
- accedono ai sistemi, anche da remoto, per assistenza o gestione;
- ospitano o trattano dati dell'organizzazione, specialmente dati personali o riservati;
- forniscono servizi senza i quali l'organizzazione si ferma, come gestionali, posta, cloud, connettività, pagamenti;
- forniscono software installato nei sistemi interni e aggiornato automaticamente.
Il primo passo è costruire un elenco di questi fornitori, con il servizio che offrono, i dati e i sistemi coinvolti e un responsabile interno del rapporto.
Valutare il rischio
Per ogni fornitore critico conviene chiedersi:
- quali danni subiremmo se fosse violato o non disponibile per una settimana;
- quali misure di sicurezza applica e come lo sappiamo: certificazioni, questionari, attestazioni;
- se ha a sua volta fornitori critici, ad esempio servizi cloud o subappaltatori;
- come e in quanto tempo ci avviserebbe di un incidente;
- se esistono alternative o piani di emergenza.
La profondità della valutazione dipende dall'importanza del fornitore: un questionario semplice per i fornitori minori, verifiche più approfondite per quelli da cui dipende il servizio principale.
Le clausole contrattuali
Il contratto è lo strumento principale per governare il rischio. Per i fornitori critici dovrebbe prevedere:
- requisiti minimi di sicurezza e il diritto di verificarli;
- l'obbligo di notificare incidenti in tempi compatibili con i nostri obblighi, ad esempio quelli di GDPR e NIS2;
- regole per gli accessi ai sistemi e per il subappalto;
- la gestione dei dati alla fine del rapporto;
- l'accordo sul trattamento dei dati personali, quando previsto dal GDPR;
- impegni sulla continuità del servizio.
Il quadro normativo
Per i soggetti che rientrano nella NIS2, la sicurezza della catena di approvvigionamento è una delle misure di base previste dal decreto 138/2024 e dalle determinazioni dell'ACN. Il GDPR, a sua volta, chiede di scegliere responsabili del trattamento che offrano garanzie sufficienti. E il Cyber Resilience Act europeo sta introducendo requisiti di sicurezza per i prodotti con componenti digitali, che renderanno più facile valutare ciò che si acquista.
Prepararsi all'incidente del fornitore
Anche il fornitore migliore può essere colpito. Il piano di risposta agli incidenti dovrebbe prevedere anche questo scenario: chi contattare, come isolare i collegamenti con il fornitore, come continuare a lavorare senza il suo servizio, come comunicare con clienti e cittadini.
In sintesi
La sicurezza di un'organizzazione si estende ai suoi fornitori. Sapere chi sono quelli critici, cosa possono fare e cosa succede se vengono colpiti è ormai una responsabilità di chi decide, non solo dell'ufficio acquisti.