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SPID, CIE e firma digitale: proteggere le proprie identità digitali

Con SPID e CIE si accede ai servizi pubblici, con la firma digitale si sottoscrivono atti con pieno valore legale. Sono le chiavi più preziose che abbiamo: come custodirle al lavoro.

REDAZIONE CYBERFORM · 3 MIN DI LETTURA

IN BREVE

  • SPID, CIE e firma digitale sono personali: non si prestano, nemmeno a un collega o al titolare.
  • Diffida di email e SMS che chiedono di "aggiornare" o "verificare" SPID: sono un classico del phishing.
  • Dispositivo di firma, PIN e codici vanno custoditi separatamente e mai comunicati.

Per molti professionisti e dipendenti pubblici SPID, Carta d'identità elettronica e firma digitale sono strumenti di lavoro quotidiani. Con SPID e CIE si accede ai portali di Agenzia delle Entrate, INPS, Camere di commercio e moltissimi altri enti. Con la firma digitale si sottoscrivono contratti, atti, dichiarazioni e documenti con lo stesso valore legale di una firma autografa.

Proprio per questo sono anche le identità più preziose da rubare. Chi ne prende il controllo può agire legalmente a tuo nome.

Personali, sempre

La prima regola è anche la più spesso violata: SPID, CIE e firma digitale sono strettamente personali. Non si prestano al collega che deve chiudere una pratica, al titolare dello studio che non ha tempo, al consulente che "fa prima lui".

Chi usa la tua identità digitale firma e agisce come se fossi tu, con tutte le responsabilità che ne derivano. Se un'attività deve essere svolta da un'altra persona, esistono strumenti appositi: deleghe sui portali degli enti, procure, firme e identità digitali intestate a chi deve davvero operare. Chiedi all'ufficio competente come attivarli.

Le truffe più comuni

Finti avvisi di scadenza SPID. "Il tuo SPID sta per scadere, aggiorna i dati per non perdere l'accesso". Il link porta a una pagina che imita il gestore dell'identità e ruba credenziali e codici.

Furto dell'identità per crearne una nuova. Con copie di documenti e dati personali rubati, i truffatori possono tentare di attivare uno SPID a nome di un'altra persona e usarlo per accedere ai servizi.

Richieste di approvare un accesso. Notifiche di autorizzazione che non hai richiesto, o telefonate di finti operatori che chiedono di approvare un'operazione sull'app.

Come proteggere SPID e CIE

  • accedi ai servizi digitando l'indirizzo o dall'app ufficiale, mai dai link di email e SMS;
  • non comunicare a nessuno password, codici OTP o PIN;
  • approva sull'app solo gli accessi che stai facendo tu, in quel momento;
  • usa una password robusta e unica per lo SPID;
  • controlla periodicamente nell'area personale del gestore lo storico degli accessi, se disponibile;
  • custodisci la CIE come un documento d'identità, perché lo è, e non tenere il PIN insieme alla carta.

Se noti accessi che non riconosci o ricevi comunicazioni su un'identità che non hai richiesto, contatta subito il gestore e valuta la denuncia.

Come proteggere la firma digitale

  • custodisci il dispositivo di firma, smart card o chiavetta, come un timbro e una firma insieme: non lasciarlo inserito nel computer quando non serve;
  • tieni PIN e codici separati dal dispositivo, mai scritti sullo stesso foglietto;
  • per la firma remota, proteggi l'app e le credenziali con la stessa cura dello SPID;
  • leggi sempre il documento prima di firmarlo, soprattutto se te lo invia qualcun altro: la firma vale per ciò che c'è dentro;
  • in caso di smarrimento o sospetto uso improprio, chiedi subito la sospensione o la revoca al certificatore.

In sintesi

Le identità digitali hanno reso il lavoro più veloce, ma hanno concentrato in pochi strumenti un potere enorme. Tenerle personali, non prestarle e diffidare di chiunque chieda codici o aggiornamenti sono le regole che le mantengono tue.

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