Backup: la regola 3-2-1 spiegata a chi non è tecnico
Un guasto, un furto, un ransomware: quando i dati spariscono, il backup è l'unica via d'uscita. Cosa significa la regola 3-2-1 e cosa puoi fare tu perché funzioni.
"Abbiamo i backup" non basta. Per sapere se l'organizzazione può davvero ripartire dopo un attacco o un guasto, chi decide deve fare le domande giuste e pretendere risposte precise.
Chiedete a qualsiasi organizzazione se ha i backup e la risposta sarà quasi sempre sì. Poi arriva un ransomware, e si scopre che le copie erano raggiungibili dalla rete e sono state cifrate, oppure che non comprendevano il gestionale, oppure che il ripristino richiede tre settimane. Per chi guida un'organizzazione, la continuità operativa non è un tema da delegare con una sola domanda. Richiede alcune domande precise.
Quanto tempo possiamo restare fermi? Gli esperti parlano di RTO, Recovery Time Objective: il tempo massimo accettabile per ripristinare un servizio. Per il sito istituzionale possono bastare due giorni, per il sistema dei pagamenti o della produzione forse poche ore.
Quanti dati possiamo permetterci di perdere? È l'RPO, Recovery Point Objective: quanto lavoro, misurato in tempo, si può ricostruire a mano. Se i backup sono settimanali, in caso di disastro si perde fino a una settimana di dati.
Questi numeri non li decide l'IT: li decide chi guida l'organizzazione, servizio per servizio, in base all'impatto. L'IT dice quanto costa raggiungerli.
Copertura - Quali sistemi e dati sono inclusi nei backup? Anche posta, documenti in cloud, gestionali dei fornitori, configurazioni dei sistemi? - Ci sono dati importanti salvati solo sui computer delle persone?
Resistenza - Almeno una copia è scollegata dalla rete o non modificabile, in modo che un ransomware non possa cifrarla o cancellarla? - Le credenziali per gestire i backup sono separate da quelle ordinarie e protette dal secondo fattore? - C'è una copia in un luogo fisico diverso?
Ripristino - Quando è stato provato l'ultimo ripristino completo di un sistema importante? Con quale esito? - Quanto tempo servirebbe per ripristinare tutto partendo da zero, e in quale ordine? - Chi sa farlo, e cosa succede se quella persona non è disponibile?
Servizi esterni - Per i servizi in cloud e dei fornitori, chi fa i backup e come li recuperiamo? - Il contratto garantisce la restituzione dei dati e tempi di ripristino?
I backup recuperano i dati, ma la continuità operativa riguarda tutto ciò che serve per continuare a lavorare:
Per i soggetti NIS2 la continuità operativa, compresi backup e ripristino in caso di disastro, è una delle misure di base richieste e documentabili. Il GDPR prevede tra le misure di sicurezza la capacità di ripristinare tempestivamente disponibilità e accesso ai dati personali.
"Abbiamo i backup" è l'inizio della risposta, non la fine. Sapere quanto si può restare fermi, quanti dati si possono perdere e se il ripristino è stato davvero provato è ciò che permette a chi decide di dormire tranquillo.
Un guasto, un furto, un ransomware: quando i dati spariscono, il backup è l'unica via d'uscita. Cosa significa la regola 3-2-1 e cosa puoi fare tu perché funzioni.
Durante un attacco non c'è tempo per decidere chi fa cosa. Gli elementi di un piano semplice, preparato prima, che permette di reagire in fretta e senza confusione.
È successo a moltissimi. Quello che conta è cosa fai subito dopo: i passaggi, in ordine, per limitare il danno e aiutare chi deve intervenire.