Ho cliccato un link sospetto: cosa fare nei primi 15 minuti
È successo a moltissimi. Quello che conta è cosa fai subito dopo: i passaggi, in ordine, per limitare il danno e aiutare chi deve intervenire.
Durante un attacco non c'è tempo per decidere chi fa cosa. Gli elementi di un piano semplice, preparato prima, che permette di reagire in fretta e senza confusione.
Un lunedì mattina i computer non si avviano, i file hanno estensioni sconosciute e su ogni schermo compare una richiesta di riscatto. Oppure, più silenziosamente, un fornitore segnala che dati dei vostri clienti sono comparsi online. In quel momento le domande sono tante: chi va avvisato, chi decide, cosa si spegne, cosa si dice all'esterno.
Un piano di risposta agli incidenti serve a non doverle porre durante l'emergenza. Non deve essere un manuale di cento pagine: per molte organizzazioni bastano poche pagine chiare, preparate e condivise prima.
Che cosa è un incidente. Definisci in modo semplice quali eventi attivano il piano: un account violato, un ransomware, una perdita di dati, l'indisponibilità di un servizio critico, una truffa sui pagamenti. E stabilisci livelli di gravità, così non ogni email sospetta mobilita tutta l'organizzazione.
Chi fa cosa. Indica un responsabile della gestione dell'incidente e un sostituto, e i ruoli di supporto: tecnico, legale, privacy, comunicazione, vertici. Ogni ruolo deve avere un nome, un'alternativa e un recapito.
Come si segnala. Tutto il personale deve sapere a chi rivolgersi, in qualsiasi orario, se nota qualcosa di anomalo. Un piano che inizia solo quando l'IT se ne accorge perde le ore più preziose.
Le prime azioni. Descrivi i passi iniziali per gli scenari più probabili: isolare i dispositivi coinvolti, bloccare gli account compromessi, preservare le prove, attivare i fornitori. Non serve prevedere tutto, ma i primi trenta minuti vanno pensati prima.
Le comunicazioni obbligatorie. Elenca chi va informato e in quanto tempo. Una violazione di dati personali va valutata e, se c'è rischio per le persone, notificata al Garante entro 72 ore. Per i soggetti NIS2, gli incidenti significativi vanno notificati al CSIRT Italia con una preallerta entro 24 ore e una notifica entro 72. Possono esserci obblighi contrattuali verso clienti, partner e assicurazione. Il piano deve dire chi se ne occupa.
La comunicazione con le persone. Dipendenti, clienti, cittadini, stampa: messaggi coerenti, preparati da chi ne ha la responsabilità, evitano voci e contraddizioni. Prepara in anticipo alcune bozze da adattare.
La ripartenza. Indica quali servizi vanno ripristinati per primi, dove sono i backup, chi verifica che siano integri prima di usarli.
Un errore comune è conservare il piano solo in una cartella di rete, o affidare tutte le comunicazioni alla posta aziendale. Durante un attacco grave proprio quei sistemi possono essere inutilizzabili o sotto il controllo degli attaccanti.
Per questo:
Un piano mai provato rivela i suoi difetti nel momento peggiore. Un'esercitazione a tavolino, in cui i responsabili discutono uno scenario realistico passo dopo passo, richiede un paio d'ore e porta quasi sempre a correzioni importanti: un numero di telefono sbagliato, un ruolo scoperto, una decisione che nessuno sapeva di dover prendere.
Ripetila almeno una volta l'anno, e dopo ogni cambiamento rilevante di persone, fornitori o sistemi.
Ogni episodio, anche piccolo, è un'occasione per imparare. Una breve riunione a mente fredda per capire cosa ha funzionato e cosa no, seguita da un aggiornamento del piano, vale più di molte ore di formazione teorica.
Se la tua organizzazione non ha un piano, inizia da una pagina: chi chiamare, chi decide, cosa fare nei primi trenta minuti e chi deve essere informato per legge. È già molto più di quanto abbiano tante realtà colpite da un attacco.
È successo a moltissimi. Quello che conta è cosa fai subito dopo: i passaggi, in ordine, per limitare il danno e aiutare chi deve intervenire.
Le misure di sicurezza di base devono essere operative e dimostrabili, e l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale può passare alle verifiche. Cosa significa per chi guida un'organizzazione.
File illeggibili, sistemi bloccati e una richiesta di riscatto: il ransomware è tra gli attacchi più temuti da aziende ed enti. Come funziona e cosa può fare ciascuno per prevenirlo e contenerlo.