Password e autenticazione a due fattori: la guida minima per il lavoro
Una password robusta non basta più da sola. Come sceglierla, dove conservarla e perché il secondo fattore ferma gran parte dei furti di account.
Dieci controlli rapidi per mettere in ordine gli account di lavoro, da fare una volta e poi ripetere ogni tanto. Nessuna competenza tecnica richiesta.
Mettere in sicurezza i propri account sembra un lavoro lungo e tecnico. In realtà, per gli account di lavoro più importanti bastano una decina di minuti e un po' di metodo. Ecco una checklist da seguire con calma, magari a inizio settimana. Se un punto non è chiaro o non sai come verificarlo, chiedi all'assistenza informatica: è il tipo di domanda a cui risponde volentieri.
1. Elenca gli account importanti. Posta elettronica di lavoro, gestionali, servizi in cloud, portali di enti e fornitori, home banking aziendale, social dell'organizzazione se li gestisci. Parti da quelli che contengono dati o permettono pagamenti.
2. Posta prima di tutto. La casella email serve a recuperare le password di quasi tutti gli altri servizi. Se è protetta bene, tutto il resto lo è di più. Comincia da qui.
3. Una password diversa per ogni account. Se usi la stessa password, o una sua variante, per più servizi, cambiale. Il gestore di password può indicarti quelle ripetute o deboli.
4. Nessuna password di lavoro usata altrove. La password dell'account di lavoro non deve mai essere usata per siti e servizi personali.
5. Secondo fattore attivo. Verifica che l'autenticazione a più fattori sia attiva sugli account principali. Se puoi scegliere, preferisci l'app di autenticazione o una passkey agli SMS.
6. Dispositivi e sessioni collegati. Molti servizi mostrano l'elenco dei dispositivi o delle sessioni attive. Disconnetti quelli che non riconosci o che non usi più, come un vecchio telefono.
7. Metodi di recupero aggiornati. Controlla il numero di telefono e l'email di recupero: devono essere attuali e sotto il tuo controllo. Un numero dismesso può diventare un'entrata per qualcun altro.
8. Regole di inoltro della posta. Nelle impostazioni della posta, verifica che non ci siano inoltri automatici o regole che spostano messaggi in cartelle che non conosci. Sono tra i primi segni di un account violato.
9. App e servizi collegati. Controlla quali applicazioni esterne hanno accesso al tuo account, ad esempio estensioni, app di produttività o strumenti di AI. Rimuovi quelle che non usi o che non sono autorizzate.
10. Password salvate in posti sbagliati. Elimina password annotate su foglietti, file sul desktop, note del telefono o messaggi inviati a te stesso. Spostale nel gestore di password indicato dall'organizzazione.
Un dispositivo sconosciuto, una regola di inoltro che non hai creato, accessi da luoghi insoliti: non limitarti a rimuoverli. Cambia la password, avvisa l'assistenza informatica e racconta cosa hai trovato. Potrebbe essere il segno che l'account è stato usato da qualcun altro, e potrebbero esserci altri colleghi coinvolti.
Una volta ogni sei mesi è un buon ritmo. Ripetila inoltre ogni volta che:
Dieci controlli, dieci minuti. Non rendono un account invulnerabile, ma chiudono le porte più usate da chi cerca di entrare.
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