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Comunicare un incidente: dipendenti, clienti, cittadini e stampa

Durante un incidente informatico il silenzio genera voci, e una comunicazione sbagliata può fare più danni dell'attacco. Come comunicare in modo chiaro, tempestivo e coerente.

REDAZIONE CYBERFORM · 3 MIN DI LETTURA

IN BREVE

  • Una sola fonte di comunicazione, messaggi coerenti per tutti i destinatari.
  • Dire ciò che si sa, ciò che non si sa ancora e quando arriveranno aggiornamenti.
  • Preparare in anticipo bozze, canali alternativi e ruoli: durante la crisi non c'è tempo.

Quando un'organizzazione subisce un incidente informatico grave, l'attenzione va naturalmente ai sistemi da ripristinare. Ma quasi subito arrivano le domande: dei dipendenti che non possono lavorare, dei clienti che non ricevono le consegne, dei cittadini che non possono prenotare un servizio, dei giornalisti che hanno letto una rivendicazione online. Come si risponde, e chi lo fa, incide sulla fiducia per molto tempo dopo la fine dell'emergenza.

I principi

Una sola voce. Le comunicazioni esterne passano da una persona o da un piccolo gruppo designato. Il resto dell'organizzazione sa a chi indirizzare le domande e non rilascia dichiarazioni proprie.

Tempestività. Meglio una prima comunicazione breve e onesta che un lungo silenzio. Le notizie circolano comunque, spesso nella versione peggiore.

Onestà su ciò che si sa. Dire cosa è successo per quanto noto, cosa non si sa ancora, cosa si sta facendo e quando arriverà il prossimo aggiornamento. Evitare rassicurazioni che potrebbero essere smentite, come "nessun dato è stato compromesso", prima di averlo verificato.

Coerenza. Dipendenti, clienti, autorità e stampa devono ricevere informazioni compatibili tra loro. Messaggi diversi per pubblici diversi vanno bene, versioni contraddittorie no.

Utilità. Ogni messaggio deve dire alle persone cosa devono fare: usare un canale alternativo, diffidare di email a nome dell'organizzazione, cambiare una password.

I destinatari

Dipendenti. Sono i primi da informare: devono sapere cosa possono usare, cosa no, come lavorare nel frattempo e come rispondere a chi chiede. Attenzione al canale: se la posta è compromessa, servono alternative preparate prima.

Clienti, utenti e cittadini. Hanno bisogno di sapere quali servizi sono disponibili, quali no, per quanto tempo e come ottenere ciò che serve. Se i loro dati sono coinvolti e c'è un rischio elevato, il GDPR prevede di informarli senza ingiustificato ritardo, con un linguaggio semplice.

Fornitori e partner. Possono essere a rischio a loro volta, ad esempio per email truffaldine inviate dalle caselle compromesse. Vanno avvisati presto.

Autorità. Garante, CSIRT Italia, ACN e forze dell'ordine hanno canali e tempi definiti. Queste comunicazioni seguono il piano di risposta e non vanno improvvisate.

Stampa e social. Una breve dichiarazione preparata, aggiornata quando ci sono novità, evita interpretazioni sbagliate. Le rivendicazioni degli attaccanti vanno verificate prima di commentarle.

Cosa evitare

  • minimizzare o negare l'evidenza;
  • dare stime di ripristino che non si è sicuri di rispettare;
  • fornire dettagli tecnici che possono aiutare altri attaccanti;
  • attribuire colpe a persone o fornitori prima che i fatti siano chiari;
  • comunicare il pagamento o il non pagamento di un riscatto senza averlo valutato con i legali.

Prepararsi prima

Il momento migliore per scrivere un comunicato di crisi è quando non c'è nessuna crisi. Nel piano di risposta agli incidenti conviene includere:

  • chi decide e chi firma le comunicazioni;
  • bozze da adattare per dipendenti, clienti o cittadini e stampa;
  • canali alternativi, come numeri di telefono, pagine web esterne, account social;
  • l'elenco dei contatti di autorità, fornitori principali, assicurazione e consulenti.

In sintesi

In un incidente la comunicazione è parte della risposta, non un dettaglio. Una voce sola, messaggi onesti e utili, aggiornamenti regolari: così si protegge la fiducia mentre si ripristinano i sistemi.

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