Conservare email e documenti: per quanto tempo e con quali regole
Tenere tutto per sempre sembra prudente, ma è un rischio e spesso una violazione. Come definire tempi di conservazione chiari, coerenti con le norme e applicabili davvero.
Sicurezza informatica e tutela dei lavoratori devono convivere. Cosa può controllare un datore di lavoro su posta, computer e accessi, e con quali garanzie, secondo lo Statuto dei lavoratori e il GDPR.
Molte misure di sicurezza informatica comportano, inevitabilmente, la raccolta di informazioni sull'attività delle persone: registri degli accessi, filtri della posta, sistemi che rilevano comportamenti anomali sui computer, strumenti di gestione dei dispositivi. Sono indispensabili per proteggere l'organizzazione. Ma in Italia il controllo sull'attività dei lavoratori è regolato con attenzione, e chi decide deve conoscere le regole prima di adottare nuovi strumenti.
Questa è una sintesi orientativa: per i casi concreti è necessario un parere legale o del responsabile della protezione dei dati.
La legge 300/1970, nel testo modificato nel 2015, stabilisce che gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori possono essere usati solo per:
La loro installazione richiede un accordo con le rappresentanze sindacali o, in mancanza, un'autorizzazione dell'Ispettorato del lavoro.
Le regole sull'accordo o l'autorizzazione non si applicano agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa, come computer, posta elettronica e telefono aziendale, e a quelli di registrazione degli accessi e delle presenze.
Questa eccezione, però, ha confini precisi. Riguarda lo strumento in quanto necessario al lavoro; software e funzioni aggiuntive installati sullo strumento per finalità di controllo possono rientrare nella regola generale e richiedere accordo o autorizzazione.
Anche quando gli strumenti sono legittimi, le informazioni raccolte possono essere usate per tutti i fini connessi al rapporto di lavoro solo a due condizioni:
Il GDPR e il Codice privacy richiedono che i trattamenti di dati dei dipendenti siano:
Il Garante è intervenuto più volte su questi temi, ad esempio nel 2024 con un documento di indirizzo sulla conservazione dei metadati della posta elettronica dei dipendenti. Sono vietati, in ogni caso, controlli prolungati, costanti e indiscriminati.
Alcune scelte aiutano a progettare misure efficaci e rispettose:
La sicurezza informatica ha bisogno di visibilità sui sistemi, i lavoratori hanno diritto a non essere sorvegliati oltre il necessario. Le regole italiane permettono di tenere insieme le due esigenze, a patto di progettare i controlli con trasparenza, proporzionalità e le procedure previste.
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