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Crittografia spiegata semplice: quando proteggere un file

Cifrare un file significa renderlo illeggibile per chi non ha la chiave. Cos'è la crittografia, dove la usi già senza saperlo e quando conviene applicarla di proposito.

REDAZIONE CYBERFORM · 3 MIN DI LETTURA

IN BREVE

  • La crittografia trasforma i dati in un testo incomprensibile senza la chiave giusta.
  • Molti strumenti la usano già in automatico: siti con il lucchetto, dischi dei portatili, app di messaggistica.
  • Va applicata di proposito quando dati riservati viaggiano su chiavette, allegati o servizi esterni.

La parola crittografia evoca matematici e servizi segreti. In realtà la usiamo tutti, ogni giorno, senza accorgercene. E sapere quando applicarla di proposito può fare la differenza tra un incidente senza conseguenze e una violazione di dati da notificare.

Che cos'è

Cifrare un'informazione significa trasformarla, con un procedimento matematico, in una sequenza incomprensibile. Solo chi possiede la chiave giusta, che può essere una password, un codice o un file speciale, può riportarla alla forma originale.

Un file cifrato che finisce nelle mani sbagliate è, in pratica, un insieme di caratteri senza senso. Questo è il punto: la crittografia non impedisce che un dato venga perso o rubato, ma rende quel dato inutilizzabile per chi lo trova.

Dove la usi già

  • Siti web con il lucchetto: la connessione tra il browser e il sito è cifrata, così nessuno lungo il percorso può leggere ciò che scrivi.
  • Portatili e telefoni: molti dispositivi, specialmente quelli gestiti dall'organizzazione, hanno il disco cifrato. Senza la password o il PIN, i dati non si leggono nemmeno smontando il disco.
  • App di messaggistica: molte usano la cifratura tra i dispositivi di chi scrive e di chi legge.
  • Servizi in cloud: i dati sono di norma cifrati quando sono conservati e quando viaggiano.

Sul computer di lavoro la cifratura del disco è di solito gestita dall'assistenza informatica. Se non sai se è attiva, chiedi: è una protezione fondamentale in caso di furto o smarrimento.

Quando applicarla di proposito

Ci sono situazioni in cui conviene cifrare un file in modo esplicito.

Chiavette e dischi esterni. Sono piccoli, si perdono facilmente e spesso contengono molto. Se devi trasportare dati personali o riservati, usa dispositivi cifrati forniti dall'organizzazione, o cifra i file prima di copiarli.

Allegati con dati delicati. Se non esiste un canale più sicuro e devi inviare un documento con dati sanitari, economici o riservati, proteggilo con una password. Molti programmi d'ufficio e di compressione lo permettono.

Archivi su servizi esterni. Quando un documento riservato deve stare su un servizio che non è controllato dall'organizzazione, la cifratura aggiunge una protezione in più.

La regola della chiave

La crittografia è forte quanto la gestione della sua chiave:

  • usa una password lunga per proteggere i file;
  • non inviarla insieme al file: se l'allegato va per email, comunica la password per telefono o con un altro canale;
  • conserva le chiavi in un gestore di password;
  • ricorda che senza la chiave nessuno potrà recuperare i dati, nemmeno tu.

Perché conta anche per il GDPR

Il GDPR indica la cifratura tra le misure di sicurezza adeguate. E prevede che, in caso di violazione, l'obbligo di comunicarla alle persone interessate possa venire meno se i dati erano cifrati in modo da risultare incomprensibili a chi non è autorizzato. Una chiavetta cifrata persa in treno resta un incidente da valutare, ma con conseguenze molto diverse da una chiavetta in chiaro.

In sintesi

Non serve capire la matematica della crittografia per usarla bene. Basta sapere che protegge i dati quando escono dal tuo controllo, e ricordarsi di attivarla ogni volta che dati riservati viaggiano su supporti o canali esposti.

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