Per anni chi comprava un software, una telecamera, un router o un dispositivo "intelligente" non aveva garanzie sulla sua sicurezza informatica: password predefinite uguali per tutti, aggiornamenti interrotti dopo poco tempo, vulnerabilità note mai corrette. Il Cyber Resilience Act, regolamento UE 2024/2847, cambia questa situazione introducendo requisiti di sicurezza obbligatori per i prodotti venduti nel mercato europeo.
A cosa si applica
Il regolamento riguarda i prodotti con elementi digitali, cioè hardware e software che si collegano, direttamente o indirettamente, a una rete o a un altro dispositivo. Rientrano ad esempio:
- programmi e applicazioni;
- computer, telefoni, tablet e loro componenti;
- router, firewall, dispositivi di rete;
- telecamere, stampanti, dispositivi domestici e industriali connessi.
Sono esclusi alcuni prodotti già disciplinati da norme europee specifiche, come dispositivi medici, veicoli e aeronautica, e il software libero sviluppato senza finalità commerciali.
Chi ha gli obblighi
Gli obblighi principali ricadono sui fabbricanti, che devono:
- progettare e sviluppare i prodotti tenendo conto della sicurezza fin dall'inizio;
- immetterli sul mercato senza vulnerabilità note sfruttabili e con configurazioni sicure predefinite;
- gestire le vulnerabilità durante il periodo di supporto, fornendo aggiornamenti di sicurezza;
- indicare chiaramente il periodo di supporto, che di regola deve essere di almeno cinque anni salvo prodotti con una vita d'uso più breve;
- predisporre la documentazione tecnica e apporre la marcatura CE.
Anche importatori e distributori hanno obblighi di verifica: non possono mettere in commercio prodotti non conformi.
Le scadenze
Il regolamento è entrato in vigore il 10 dicembre 2024, con un'applicazione graduale:
- dall'11 settembre 2026 i fabbricanti devono segnalare le vulnerabilità attivamente sfruttate e gli incidenti gravi che riguardano i loro prodotti, con un preallarme entro 24 ore, una notifica entro 72 ore e una relazione successiva;
- dall'11 dicembre 2027 il regolamento si applica per intero, e i prodotti immessi sul mercato devono rispettare tutti i requisiti.
Cosa cambia per chi acquista
Anche se gli obblighi sono dei fabbricanti, il CRA offre ad aziende ed enti strumenti concreti per acquistare meglio:
- chiedere la conformità: dal 2027, la marcatura CE dovrà attestare anche il rispetto dei requisiti di cibersicurezza;
- valutare il periodo di supporto: sapere fino a quando un prodotto riceverà aggiornamenti permette di pianificare le sostituzioni e di confrontare offerte diverse;
- pretendere configurazioni sicure: niente password predefinite uguali per tutti, aggiornamenti disponibili;
- conoscere le componenti: i fabbricanti dovranno tenere traccia dei componenti software usati, un'informazione utile quando emerge una vulnerabilità in una libreria diffusa;
- inserire i requisiti nei capitolati e nei contratti, specialmente negli acquisti pubblici e per i fornitori critici.
Il collegamento con la NIS2
Per i soggetti NIS2, la sicurezza della catena di fornitura è una misura obbligatoria. Il CRA rende più facile soddisfarla: prodotti conformi, informazioni sul supporto e gestione delle vulnerabilità sono elementi che chi acquista può verificare e documentare.
In sintesi
Il Cyber Resilience Act sposta una parte della responsabilità della sicurezza da chi usa i prodotti a chi li fabbrica. Per chi acquista è un'occasione per fare domande precise su sicurezza e aggiornamenti, e per smettere di comprare dispositivi destinati a diventare porte aperte.