Quando si parla di sicurezza dei dati si pensa subito a computer, password e attacchi informatici. Eppure in molti uffici una parte importante delle informazioni personali vive ancora su carta: fascicoli dei dipendenti, pratiche dei cittadini, cartelle cliniche, contratti, documenti d'identità fotocopiati, stampe di elenchi.
Il GDPR si applica anche a questi documenti. E le violazioni che li riguardano sono spesso le più banali e le più evitabili.
Archiviazione: chiudere a chiave
Armadi e cassetti chiusi. I documenti con dati personali, e soprattutto con dati sanitari, giudiziari o economici, vanno conservati in armadi o cassetti chiusi a chiave quando non sono in uso. Le chiavi non restano appese all'armadio.
Accesso limitato. Gli archivi vanno in locali accessibili solo a chi ne ha bisogno. Un archivio storico in un corridoio o in uno scantinato aperto a tutti è un rischio.
Ordine e tracciabilità. Sapere quali fascicoli ci sono e chi li ha presi in consultazione aiuta a capire subito se qualcosa manca.
Niente fascicoli in vista. Pratiche lasciate sui tavoli delle sale riunioni, sui banconi dello sportello o in fotocopiatrice sono leggibili da chiunque passi.
Stampa: il momento più trascurato
Stampanti e fotocopiatrici condivise sono uno dei punti deboli più frequenti:
- ritira subito le stampe, soprattutto se contengono dati personali;
- se disponibile, usa la stampa protetta: il documento esce solo quando ti identifichi alla stampante con un codice o un badge;
- controlla di non aver lasciato originali nello scanner o nella fotocopiatrice;
- stampa solo quando serve: ogni copia in più è un documento in più da custodire e distruggere.
Trasporto e lavoro fuori sede
Portare documenti fuori dall'ufficio aumenta il rischio di perderli. Se è necessario:
- porta solo ciò che serve davvero;
- usa cartelline chiuse e non lasciare documenti in auto o in luoghi pubblici;
- a casa, custodiscili lontano da familiari e ospiti;
- riportali in ufficio per la distruzione invece di gettarli nei rifiuti domestici.
Distruzione: mai nel cestino
Un documento con dati personali gettato intero nel cestino della carta resta leggibile da chiunque lo prenda. Per eliminarlo:
- usa un distruggidocumenti, preferibilmente a taglio incrociato, che riduce i fogli in frammenti piccoli;
- per grandi quantità, l'organizzazione può affidarsi a un servizio di distruzione certificata, con contenitori chiusi e un attestato dell'avvenuta distruzione;
- non usare come carta da riciclo o da appunti fogli stampati con dati personali sul retro.
Prima di distruggere, verifica i tempi di conservazione: alcuni documenti vanno tenuti per periodi stabiliti dalla legge o dalle regole dell'organizzazione.
Se un documento si perde
Un fascicolo smarrito o una stampa con dati personali finita nelle mani sbagliate è una possibile violazione di dati personali, esattamente come un'email inviata per errore. Segnalalo subito al responsabile e al referente privacy: l'organizzazione deve valutare l'accaduto ed eventualmente notificarlo al Garante entro 72 ore.
In sintesi
La carta non si può violare da remoto, ma si perde, si dimentica e si legge da sopra una spalla. Armadi chiusi, stampe ritirate e distruggidocumenti sono misure semplici che proteggono molti più dati di quanto si pensi.