GDPR per chi lavora in ufficio: i principi da conoscere
Non serve essere giuristi per rispettare il Regolamento europeo sulla protezione dei dati. Bastano pochi principi, applicati ogni giorno alle pratiche che passano sulla tua scrivania.
Il responsabile della protezione dei dati è una figura prevista dal GDPR, obbligatoria per le pubbliche amministrazioni e per molte organizzazioni private. Cosa fa e quando conviene chiedere il suo parere.
Nelle informative privacy, nei siti degli enti pubblici, nelle procedure interne compare spesso una sigla: DPO, Data Protection Officer, in italiano responsabile della protezione dei dati, a volte abbreviato in RPD. È una figura introdotta dal GDPR, e per chi lavora in ufficio è un riferimento prezioso, spesso poco conosciuto.
Il DPO non è chi decide come trattare i dati: quella responsabilità resta all'organizzazione, il titolare del trattamento. Il DPO ha un ruolo di consulenza e sorveglianza:
Il DPO deve poter agire in modo indipendente: non riceve istruzioni su come svolgere i propri compiti, non può essere penalizzato per averli svolti e riferisce direttamente ai vertici. Può essere un dipendente o un professionista esterno.
Il GDPR prevede l'obbligo di nominare un DPO in tre casi:
Molte altre organizzazioni lo nominano volontariamente. I dati di contatto del DPO vanno pubblicati e comunicati al Garante.
Per chi lavora in ufficio, il DPO è la persona a cui rivolgersi, direttamente o tramite il proprio responsabile, quando:
Il momento migliore per coinvolgerlo è all'inizio, quando le scelte si possono ancora orientare facilmente. Consultarlo a progetto concluso significa spesso dover rifare parte del lavoro.
I contatti del DPO compaiono di solito nelle informative privacy dell'organizzazione e, per le pubbliche amministrazioni, sul sito istituzionale. Se non li conosci, chiedili al tuo responsabile e salvali: in caso di violazione dei dati, il tempo per agire è breve.
Il DPO non è un controllore da temere, ma un consulente da usare. Coinvolgerlo presto rende più semplice rispettare le regole e protegge sia le persone di cui trattiamo i dati sia l'organizzazione.
Non serve essere giuristi per rispettare il Regolamento europeo sulla protezione dei dati. Bastano pochi principi, applicati ogni giorno alle pratiche che passano sulla tua scrivania.
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