Responsabilità dei vertici: cosa rischia chi non governa la cybersecurity
La sicurezza informatica non è più solo un tema tecnico delegabile all'IT. NIS2, GDPR, codice civile e responsabilità degli enti la collocano tra i doveri di chi amministra.
Milioni di euro o percentuali del fatturato mondiale, misure personali per i vertici, ordini delle autorità. Una panoramica delle sanzioni previste e dei costi, spesso maggiori, che si aggiungono.
Le norme europee sulla protezione dei dati e sulla sicurezza informatica prevedono sanzioni elevate, pensate per essere significative anche per le grandi organizzazioni. Conoscerle aiuta chi decide a valutare il rischio di non adeguarsi. Ma, come vedremo, la sanzione è raramente il costo più alto.
Il Regolamento generale sulla protezione dei dati prevede due fasce di sanzioni amministrative pecuniarie:
Il Garante può inoltre adottare misure correttive: ordinare di conformare i trattamenti, limitarli o vietarli, imporre di comunicare una violazione agli interessati. Le persone danneggiate possono chiedere il risarcimento dei danni.
Le sanzioni si applicano anche alle pubbliche amministrazioni.
Il decreto legislativo 138/2024 prevede sanzioni per la violazione degli obblighi di gestione del rischio e di notifica degli incidenti:
Per le pubbliche amministrazioni il decreto prevede un regime specifico. Sono previste sanzioni anche per altri inadempimenti, come la mancata registrazione sulla piattaforma dell'ACN.
Accanto alle sanzioni economiche, il decreto prevede misure che riguardano le persone: nei casi più gravi, chi ricopre ruoli di vertice può essere temporaneamente sospeso dalle funzioni dirigenziali nel soggetto interessato.
Per alcune pubbliche amministrazioni, la legge 90/2024 prevede sanzioni per la mancata segnalazione reiterata degli incidenti all'ACN, da 25.000 a 125.000 euro, oltre a profili di responsabilità per i dirigenti. Altre norme, come quelle sulla responsabilità degli enti per i reati informatici o le regole settoriali di banche, assicurazioni e sanità, possono aggiungere ulteriori conseguenze.
Le sanzioni fanno notizia, ma per la maggior parte delle organizzazioni i costi principali di un incidente grave sono altri:
Nel decidere l'entità di una sanzione, le autorità considerano tra l'altro la gravità e la durata della violazione, il numero di persone coinvolte, l'intenzionalità o la negligenza, le misure adottate per attenuare il danno, la collaborazione con l'autorità e le misure di sicurezza già in essere. Un'organizzazione che ha documentato le proprie scelte, notificato in tempo e collaborato si trova in una posizione molto diversa da chi ha ignorato gli obblighi.
Le sanzioni previste da GDPR e NIS2 sono elevate, ma sono solo una parte del conto. Investire nella sicurezza e documentare le scelte fatte è il modo migliore per ridurre sia la probabilità di un incidente sia le sue conseguenze.
La sicurezza informatica non è più solo un tema tecnico delegabile all'IT. NIS2, GDPR, codice civile e responsabilità degli enti la collocano tra i doveri di chi amministra.
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